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Cosa dare alle galline durante la muta: alimentazione passo passo

📅 13 September 2026✍️ di Redazione⏱️ 8 min di lettura

Quando intervenire e perché proprio durante la muta

La muta è il periodo in cui le galline perdono e rinnovano le penne, di solito tra la fine dell’estate e l’autunno. Questo processo naturale può spostarsi di qualche settimana se l’autunno arriva tardi o se il clima è molto mite, come succede spesso al sud o negli anni anomali. Durante la muta le galline consumano molte energie e proteine per formare nuove piume. Non servono tante calorie per scaldarsi ancora, ma piuttosto materiali grezzi per ricostruire il piumaggio.

Il cambiamento vero si vede dalle penne cadute, dal piumaggio scomposto e, quasi sempre, da un calo delle uova. Quando queste cose succedono tutte insieme, o stanno per succedere a più di una gallina, è il momento di cambiare alimentazione. Meglio cominciare quando vedi i primi segni, piuttosto che aspettare che siano tutte mezze nude: anticipare di qualche giorno dà alla gallina quello che serve prima di arrivare troppo debole.

Cosa serve: ingredienti e integrazioni per la muta

Durante la muta, rispetto alla dieta normale, cambiano soprattutto le percentuali di proteine e alcuni minerali. La gallina deve mangiare più proteine (fondamentali per fare le piume) e più minerali, soprattutto zolfo e metionina, ma anche calcio e altri microelementi che servono alla crescita delle nuove penne. Importante anche la qualità dei grassi, che devono provenire preferibilmente da semi o oli vegetali buoni, non da scarti di cucina troppo pesanti o ossidati.

  • Mangime base: Scegli o prepara una miscela più ricca rispetto a quella che dai il resto dell’anno. Cerca un misto granaglie con almeno un terzo di legumi (come piselli secchi, fave secche o soia) e una buona parte di cereali: mais, grano, avena. Se compri mangime già bilanciato, chiedi una miscela “per muta” o “per ovaiole in riposo”. Altrimenti, bilancia tu aggiungendo alle granaglie una parte di legumi.
  • Fonti proteiche aggiuntive: Puoi integrare con piccoli pasti di uovo sodo schiacciato (non più di un paio di volte a settimana), fiocchi di legumi cotti, larve di insetti essiccate o fresche (ma solo se sicure, senza rischi sanitari). In alcune occasioni, il formaggio fresco magro è un’altra fonte di proteine, ma va dato con molta parsimonia.
  • Grassi buoni: Una piccola manciata di semi di girasole decorticati o semi di lino aggiunge grassi utili per la pelle e le piume. Vanno dati a giorni alterni, senza esagerare, perché sono molto ricchi di energia.
  • Vitamine, calcio e minerali: Oltre al grit (pietruzze e gusci d’ostrica, sempre disponibili), in muta serve più vitamina B, E e biotina. Le puoi trovare nei vegetali freschi: erbette, ortica (fresca o scottata), piccole quantità di frutta. Se le tue galline non razzolano molto, cerca un integratore multivitaminico per avicoli e aggiungilo per una settimana ogni tanto, seguendo la dose minima e mai più spesso di quanto indicato.

Attenzione agli avanzi di cucina

Non aumentare semplicemente la quantità di pane o pasta secca: danno tante calorie ma pochi nutrienti utili per le piume. Da evitare scarti molto grassi, salati, muffe, cioccolato, cipolle, avanzi di carne cruda o latticini stagionati.

Passaggi concreti: cosa fare ogni giorno durante la muta

  1. Osservare i segni di inizio muta: guarda piumaggio, presenza di penne cadute, calo delle uova e galline che passano più tempo in posatoio.
  2. Controllare lo stato di salute generale: una gallina debilitata o già malata rischia di superare male la muta. Se ne vedi una stanca, isolala subito e monitorala: la muta non spiega tutte le perdite di penne. Se noti sangue, ferite, shock o altri sintomi anomali (becco nero, occhi chiusi, starnuti, diarrea persistente), è meglio sentire il veterinario.
  3. Passa gradualmente al mangime più ricco: aumenta l’apporto di proteine mescolando alle granaglie base il 20-30% di legumi secchi già spezzati o cotti (piselli, fave, soia). Se usi mangime commerciale, inserisci quello “per muta” gradualmente, in 2-3 giorni.
  4. Integra con extra proteici 2-3 volte a settimana: offri uovo sodo schiacciato (con il guscio) a pezzetti, fiocchi di legumi cotti, larve di insetti. Se hai pochi individui, considera dosi proporzionate: non esagerare con i resti di cucina.
  5. Aggiungi una piccola manciata di semi di lino o girasole decorticati ogni 2-3 giorni: aiuta la qualità delle piume, basta non eccedere nella quantità. Nei pollai molto ampi, con tanto spazio e razzolamento, questa aggiunta può essere saltata.
  6. Verdura fresca quotidiana: erba tagliuzzata, ortiche appena scottate, foglie di cavolo (poche), striscioline di zucchina o cetriolo, qualche fetta di carota. Mai patate crude, pomodori verdi o verdure della famiglia delle solanacee non maturi.
  7. Assicurati grit e gusci d’ostrica sempre disponibili: le galline in muta non fanno quasi uova ma hanno bisogno comunque di calcio per il metabolismo generale e la crescita delle piume. I gusci tritati si possono aggiungere anche direttamente al pasto se non li prendono dalla ciotola.
  8. In pollai a limitato razzolamento o inverni lunghi, valuta un multivitaminico per avicoli: da aggiungere all’acqua o al pasto, solo come rinforzo occasionale e seguendo la dose minima. Evita integratori “universali” per altri animali o umani.
  9. Riduci le fonti energetiche superflue: niente troppo pane, niente grandi dosi di mais secco fuori dalla miscela, niente mangime “da ingrasso”.

Varianti per casi particolari

  • Galline giovani alla prima muta: hanno spesso più problemi a reggere lo stress, ma basta insistere sull’apporto di legumi rispetto ai semi oleosi. Limitare i cibi molto ricchi di grassi.
  • Galline anziane o già con qualche acciacco: il rischio è che si indeboliscano: tarare la quantità per non forzare il fegato. In questi casi meglio chiedere consiglio al veterinario se ne hai uno di fiducia.
  • Pollaio in clima umido o molto freddo: anche se la muta parte prima del vero inverno, se il freddo arriva bruscamente aumenta leggermente la quota di cereali (mais soprattutto) come scorta energetica, ma sempre sotto controllo: troppo mais ingrassa e peggiora la qualità del piumaggio.
  • Galline in spazio ristretto: se non hanno accesso a fibra fresca (erba, verdure crude), portala tu ogni giorno e integra più spesso la quota di vitamine.

Come si capisce che è andata bene

  • Il piumaggio si richiude compatto e lucido: le nuove penne sono fitte, morbide e senza macchie.
  • La gallina appare vispa, torna a razzolare volentieri e mangia con appetito.
  • Non ci sono aree nude né segni di lesionamento da beccate: a fine muta, la gerarchia può riformarsi ma senza vere aggressioni.
  • Dopo la muta, la ripresa della deposizione avviene gradualmente: se le tue galline tornano a deporre poche uova ma costanti (meglio se con guscio integro), vuol dire che hanno superato bene il periodo.

Ogni gallina ha un suo ritmo: alcune recuperano in tre-quattro settimane, altre restano “a riposo” per quasi due mesi, soprattutto dopo la prima muta completa dell’età adulta.

Cosa fare se non funziona

Se dopo due-tre settimane di muta le tue galline sembrano peggiorare, continuano a perdere molte penne, stanno ferme o mostrano aree spellate che non si richiudono, c’è qualcosa che non va.

  • Controlla la dieta: Può darsi che la quota proteica sia ancora troppo bassa o che manchi qualche minerale. Rivedi granaglie, legumi, integrazioni e verifica che non stiano mangiando troppi scarti inutili.
  • Cerca parassiti esterni: Durante la muta, le difese abbassate fanno esplodere problemi come pulci, acari rossi, pidocchi: osserva bene pelle, piume e posatoi. In caso di dubbio, isola la gallina, chiama il veterinario e disinfesta tutto il pollaio.
  • Isola eventuali galline ferite o che subiscono beccate ripetute: la muta crea tensioni nel gruppo e può scatenare il “bullismo” sulle più deboli.
  • Se la gallina appare davvero debilitata (non mangia, resta gonfia o respira a fatica), serve il veterinario: malattie come la coccidiosi o infezioni batteriche si confondono con la muta, ma vanno trattate subito.

Ricorda che la muta non spiega tutto: una parte delle galline può avere un calo fisiologico, ma se i sintomi sono eccessivi o colpiscono il pollaio tutto insieme in tempi strani (primavera invece che autunno, esplosione di perdite senza ricambio, perdita di peso evidente) vale la pena parlare con uno specialista.

Cosa non aspettarsi: miti e risposte lente

Durante la muta è normale che le uova diventino pochissime o spariscano del tutto. È anche normale che cambino leggermente forma, misura o colore. Riconoscerai delle piccole uova “fuori standard”, senza guscio o con guscio più sottile: nel dubbio, non consumarle (puoi leggere l’approfondimento su uova con guscio sottile: perché e come rimediare). Non spaventarti se il piumaggio cresce a macchie: a volte le penne escono prima sulle ali, poi sulla coda, infine sul dorso e sul petto. L’importante è che il processo si arresti e si ricompatti con il tempo.

Domande frequenti sulla muta e il mangime delle galline

Domanda Risposta
Devo cambiare completamente il mangime? No, basta arricchirlo gradualmente con più proteine e minerali, senza stravolgere la dieta abituale.
Le galline devono mangiare meno durante la muta? No, di solito mangiano uguale o leggermente di più, ma è la qualità del mangime a dover cambiare.
Quanto tempo serve per vedere risultati? Di solito le prime nuove penne si vedono dopo una settimana, il ricambio completo impiega da 3 a 8 settimane a seconda della gallina e del clima.
Devo integrare farmaci? No, nessun farmaco se la gallina sta bene. Integrare solo con mangimi e vitamine specifici per le galline, mai per altri animali.

Collegamenti utili

La muta porta anche a un calo delle uova, spesso improvviso: se cerchi motivi diversi dal piumaggio o soluzioni a lungo termine, leggi Galline che non fanno le uova: tutte le cause e cosa fare. Se invece ti interessa approfondire i tempi e i segnali tipici, trovi tutto nell’articolo Muta delle galline: quanto dura e cosa succede alle uova (in arrivo).

Ricorda: una buona alimentazione durante la muta è la differenza tra una gallina che affronta bene l’autunno e una che rischia di ammalarsi. Guardala ogni giorno, osserva la crescita delle nuove penne. Intervenire presto fa la vera differenza.

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