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Galline che non escono con la pioggia: cosa fare

📅 26 September 2026✍️ di Redazione⏱️ 9 min di lettura

Cosa fare se le galline non vogliono uscire con la pioggia

Se le tue galline restano chiuse dentro quando piove, non preoccuparti: è normale. Nella maggior parte dei casi non c’è nulla di urgente da fare e non rischiano la salute rimanendo qualche ora al coperto. Se però succede di frequente, o restano dentro per giorni interi, conviene capire il motivo e intervenire.

Sullo stesso filone: Quanto freddo sopportano le galline.

Perché le galline evitano la pioggia

Le galline hanno piume idrorepellenti grazie al grasso della ghiandola dell’uropigio (quella alla base della coda). Un piccolo scroscio non le ferma. Ma se la pioggia è forte, continua o accompagnata da vento, preferiscono stare al coperto. Uscire bagnate significa rischiare di raffreddarsi e ammalarsi; in più, non tutte le razze o i singoli animali reagiscono allo stesso modo. Alcune sono più robuste, altre — soprattutto se giovani, vecchie o in muta — sono più sensibili all’umido e al freddo.

Quando è normale e quando preoccuparsi

  • Normale: le galline non escono durante la pioggia battente ma si affacciano appena smette.
  • Da controllare: restano dentro anche con pioggerella leggera o dopo che ha smesso.
  • Preoccupante: non escono mai più dallo stesso temporale in poi, o altre galline nuove si comportano diversamente.

1. Il problema può essere semplicemente la pioggia forte

La pioggia è uno stress: rumore, schizzi, terreno fangoso. Le galline non amano bagnarsi e, come molti animali abituati alla vita all’aperto, sanno che stare riparate le protegge anche dal freddo e dal vento. Specialmente nelle prime ore del giorno, una pioggia abbondante le fa restare volentieri al coperto.

Come riconoscerlo

  • Quando smette di piovere, escono normalmente e si comportano come al solito.
  • Se apri il pollaio e provi a spingerle fuori, si affacciano ma poi rientrano se la pioggia ricomincia.
  • Non ci sono segni di malessere, piumaggio in ordine, nessuna gallina isolata o gonfia.

Cosa fare

  • Basta aspettare che spiova: forzarle a uscire non serve.
  • Puoi aprire la porta del pollaio e lasciarle scegliere. Le galline sanno valutare il proprio comfort e rischi.
  • Se la pioggia dura molte ore e ti accorgi che non bevono o non mangiano, porta acqua e una ciotola con un po’ di cibo dentro il pollaio, lontano dalla lettiera, solo per quel giorno.
  • Quando passi a pulire, controlla che la lettiera non si sia inumidita troppo e aggiungi trucioli se serve.

2. Spazio esterno poco riparato: tettoie, alberi e zone asciutte

Se fuori dal pollaio non c’è nessun riparo, le galline resteranno dentro più a lungo anche con piogge leggere. Le zone riparate permettono di uscire a razzolare anche sotto l’acqua, senza bagnarsi troppo. Basta una tettoia davanti all’uscita, oppure la chioma di un albero che lasci il terreno relativamente asciutto. In spazi piccoli o completamente esposti, pioggia e fango scoraggiano lo spostamento dal pollaio.

Come riconoscerlo

  • L’ingresso del pollaio si apre direttamente su terreno fangoso o scoperto.
  • Quando accenni uno spazio coperto (anche con un telo temporaneo o una cassetta girata), vedi che le galline ci vanno subito e si fermano lì.
  • Non è solo la pioggia: anche d’estate, con il sole forte, evitano di restare troppo all’aperto.

Cosa fare

  • Basta una piccola tettoia, un pannello inclinato o una lamiera sopra la porta: deve riparare dal grosso della pioggia e, se possibile, dal vento. Anche strutture provvisorie (un ombrellone, una lastra trasparente su dei cavalletti) servono nei giorni peggiori.
  • Se hai alberi frondosi nel recinto, queste zone restano più asciutte e invitanti. In alternativa, valuta di piantare o mettere una siepe robusta dove le galline tendono a stazionare.
  • La superficie pavimentata (mattoni, ghiaia grossa o tavole) vicino all’uscita del pollaio aiuta a non avere fango: una striscia anche breve può bastare.

3. Fango e pozze d’acqua: quando il terreno non drena

Dopo piogge abbondanti, sotto il recinto si possono formare pozze o fango persistente. Le galline evitano le zone fangose sia per il disagio sotto alle zampe sia perché il freddo e l’umidità continuata favoriscono raffreddori e lesioni. Un mattone immerso nel fango per giorni può irritare la funzione delle zampe, portando a infezioni (pododermatiti) e altri problemi.

Come riconoscerlo

  • Dove poggiano l’acqua, rimane stagnante per ore o giorni.
  • Il fango è spesso e le galline attraversano malvolentieri la zona, anche da asciutto.
  • Le piume delle zampe e del petto si sporcano facilmente di terra bagnata o letame.

Cosa fare

  • Spargi paglia grossa, trucioli o ramaglie nelle zone fangose per creare una superficie più asciutta su cui camminare.
  • Dove il pantano non si elimina, puoi delimitare una zona rialzata appena fuori dal pollaio, anche solo con pallet o pedane di legno.
  • Valuta di livellare il terreno o migliorare il drenaggio. Un intervento più impegnativo per le piogge future, ma basta anche scavare canaletti provvisori per allontanare le pozzanghere più grossa.
  • Se il recinto è basso e si allaga spesso, pensa a rialzare lo spazio chiave (mangiatoia, zona di passaggio) con cassette, mattoni o assi appoggiate ai lati.

4. Un pollaio umido o con correnti: come incide sulle uscite

Se il pollaio stesso è umido e privo di zone confortevoli, le galline potrebbero scegliere di restare comunque al coperto anche quando fuori migliora. L’umidità favorisce sia il freddo sia le malattie. Correnti d’aria, soprattutto se arrivano al livello delle galline, peggiorano la situazione. Chi ha galline in regioni umide lo nota più spesso che in zone secche.

Come riconoscerlo

  • L’aria del pollaio ha odore di stantio, il fondo è umido o la lettiera resta bagnata a lungo.
  • Le galline rientrano anche appena fuori si fa buio, o stanno vicine alle pareti anche con la porta spalancata.
  • Noti condensa sul tetto, muffe o tracce di umidità sulle assi.

Cosa fare

  • Aggiungi trucioli secchi o paglia per assorbire l’umidità residua.
  • Verifica che il pollaio ventili bene: serve aria nuova ogni giorno, ma senza correnti dirette.
  • Eventuali spifferi si bloccano con pannelli o stoffa nella stagione fredda, ma ricordati che chiudere troppo il pollaio peggiora l’umidità: serve sempre un minimo di circolo d’aria.
  • Se la situazione non migliora, valuti di coibentare meglio il pollaio, ad esempio con pannelli leggeri o una coperta termica sulle pareti esterne, senza chiudere le aperture superiori. Se hai problemi ricorrenti di umidità, vedi l’articolo “Umidità nel pollaio: perché è più pericolosa del freddo”.

5. Condizione delle galline: muta, età e salute

Le galline in piena muta hanno le piume più rade e sono più suscettibili al freddo e all’umido. Anche gli animali più anziani o molto giovani sono meno pronti ad affrontare il disagio della pioggia. Se la pioggia coincide con la muta, resta normale vederle più guardinghe. Una gallina malata, invece, tende a isolarsi e può approfittare del brutto tempo per restare distante dalle altre.

Come riconoscerlo

  • Le piume sono in ricrescita oppure la gallina appare più magra e irrequieta.
  • Solo alcune galline restano chiuse, mentre il resto del gruppo esce (o viceversa).
  • Una o più galline sembrano raggomitolate, gonfie o poco reattive anche quando il tempo migliora.

Cosa fare

  • Se la gallina è in muta, vai semplicemente più cauto a lasciarla scegliere. Se preferisce stare dentro, assecondala e rendile confortevole il rifugio con un po’ di mangime più ricco e lettiera pulita.
  • Per galline anziane, offri qualche zona ancora più protetta, oppure valuta di risparmiarle le uscite nelle giornate più difficili.
  • Se sospetti malattia (apatia, piume arruffate, occhi chiusi, respiro affannoso) isola subito l’animale e consulta un veterinario. Meglio una precauzione in più che un contagio nel pollaio: nelle stagioni umide alcune malattie di trasmettono facilmente.

6. Paura di avvicinarsi all’uscita: cambiamenti e predatori

Una novità nel pollaio, un predatore avvistato o rumori strani nei dintorni possono far sembrare la pioggia solo una scusa. In realtà, la pioggia copre i rumori, e se fuori c’è anche vento, il recinto sembra meno sicuro. Dopo un forte temporale, animali selvatici (faine, volpi, cani randagi) approfittano del fatto che tutto è più silenzioso e l’odore delle galline si sente di più. Alcune galline imparano a collegare questi eventi al maltempo e restano chiuse dentro anche dopo che la pioggia finisce.

Come riconoscerlo

  • Fino al giorno prima uscivano anche con pioggia o tempo brutto.
  • Trovi tracce sospette (impronte, piume strappate, recinzione smossa).
  • Le galline sembrano spaventate, schiamazzano o si ammucchiano lontano dall’uscita.

Cosa fare

  • Controlla il recinto: cerca tracce di predatori, punti di entrata e danni recenti.
  • Se trovi segni evidenti, rafforza subito eventuali debolezze (chiudi buchi, aggiungi rete, controlla chiusura delle porte).
  • Resta presente intorno per qualche minuto, le galline si tranquillizzano spesso solo a vedere che tutto è sotto controllo.
  • Se il problema si ripete, valuta metodi di esclusione sicuri (rete ben interrata, recinzione anti-scavo). Nell’articolo “Pollaio pronto per l’inverno: la lista di controllo” trovi altri consigli.

Come evitare che si ripeta: il pollaio in inverno e i giorni di pioggia

Anche se qualche giornata con le galline chiuse dentro il pollaio non crea problemi, se il maltempo continua bisogna organizzarsi. Un pollaio ben progettato e uno spazio esterno gestito riducono moltissimo i disagi.

  • Tettoia davanti all’uscita: una porzione coperta di almeno mezzo metro permette alle galline di controllare il tempo senza esporsi.
  • Zone riparate: aggiungi strutture o piante che restino asciutte anche dopo ore di pioggia. Puoi usare l’ombra degli alberi, tettoie provvisorie o pannelli in policarbonato trasparente che lasciano passare la luce ma non l’acqua.
  • Evita il fango: una zona pavimentata o coperta di trucioli grossi davanti all’uscita è il modo più rapido per facilitare le uscite nei giorni bagnati.
  • Controlla la lettiera: l’umidità favorisce sia il freddo che le malattie. Se non conosci la gestione “a lettiera profonda”, vale la pena informarsi: nell’articolo “Lettiera profonda: come si fa e perché scalda” trovi una guida pratica.
  • Mantenere ventilato il pollaio: ricorda che “sigillare” per il freddo peggiora l’umido. Adatta la ventilazione alla stagione, ma lascia sempre una via per l’aria fresca.
  • Previeni predatori: sorveglia punti deboli soprattutto subito dopo temporali forti.
  • Acqua e cibo: in giorni di pioggia mettili in zona coperta e su un ripiano rialzato.

Domande frequenti: risposte rapide

Domanda Risposta
Le galline rischiano di ammalarsi se non escono quando piove? No, se restano all’asciutto e con aria pulita, stanno bene anche tutto il giorno dentro.
Posso spingere le galline fuori? Sconsigliato: sanno regolarsi. Insistere le stressa di più.
Come limito fango e pozzanghere? Con trucioli, paglia, ramaglie, pedane. Migliora il drenaggio per il futuro.
Perché alcune galline escono e altre no? Età, muta, carattere, salute incidono. Non tutte hanno la stessa resistenza alla pioggia e al freddo.

In sintesi

Non tutte le piogge sono uguali e nemmeno le galline. Spesso basta aspettare e offrire riparo all’esterno perché riprendano la loro routine appena migliora il tempo. Se però il problema si ripete, controlla drenaggio, ripari, eventuali predatori e la salute di galline più fragili.

Un pollaio ben gestito limita sia la noia invernale che i rischi di umidità o malattie. Se la pioggia mette alla prova la tua organizzazione, è il segnale giusto per migliorare lo spazio esterno e prevenire i problemi delle stagioni peggiori.

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