Home › Mangimi › Grit e gusci: a cosa servono e come darli
Mangimi

Grit e gusci: a cosa servono e come darli

📅 13 October 2026✍️ di Redazione⏱️ 9 min di lettura

Cos’è il grit e cos’è il guscio: la risposta veloce

Il grit è un miscuglio di piccoli sassolini, conchiglie frantumate o pezzi di quarzo. Serve alle galline per digerire il cibo, soprattutto quello più duro come cereali interi o erbe fibrose. I gusci (di ostrica, di cozze o anche gusci d’uovo triturati) invece portano il calcio necessario per fare uova dal guscio solido. Grit e gusci non sono la stessa cosa, anche se a volte vengono mescolati.

Come e quando dare grit e gusci: cosa devi fare stasera

Il grit va offerto sempre, tutto l’anno, in una mangiatoia separata dal mangime normale. La gallina lo prende quando sente che ne ha bisogno: non serve forzare né mescolare al cibo. Anche i gusci (guscio d’ostrica o simili) puoi lasciarli sempre a disposizione, specie quando le galline sono in produzione di uova. Se usi un mangime completo per ovaiole, spesso il calcio c’è già, ma lasciare comunque una manciata di gusci in una mangiatoia fa comodo, soprattutto in inverno, quando le esigenze aumentano e la razione può cambiare.

Non serve dosare al grammo: basta riempire una ciotola piccola e controllare che non resti sempre piena (segno che non lo mangiano) o sempre vuota (segno che manca). Rabbocca una o due volte a settimana, oppure di più se hai molte galline.

Perché grit e gusci fanno la differenza

Le galline, come tutti i volatili, non hanno i denti. Devono comunque rompere semi, pezzi di granella e altri cibi duri. Ci riescono grazie alla ventriglio, una sacca muscolare dove il cibo è schiacciato grazie ai sassolini ingeriti, cioè il grit. Senza grit, la gallina non riesce a tritare bene i chicchi interi o l’erba tenace. Lo stesso vale per il mais che viene dato spesso in inverno perché sazia e aiuta contro il freddo (vedi mais alle galline: quanto darne e quando serve davvero): se mancano i sassolini, il mais resta poco digerito e può persino fermentare causando disturbi.

I gusci invece servono a procurare calcio facilmente assorbibile. Il mangime da ovaiole spesso ne contiene, ma con poche erbe fresche o se le galline fanno molte uova il fabbisogno aumenta. I primi segnali di carenza sono uova con il guscio sottile o molle, deformato, galline stanche o che si beccano la cloaca a vicenda (galline che si beccano le penne: carenza o noia), a volte addirittura l’ovodeposizione si blocca.

Con che intervallo metterli a disposizione: non serve mai togliere

Lascia grit e gusci sempre disponibili, tutto l’anno. Le galline regolano da sole quanto gliene serve: ne mangiano di più quando c’è fame di semi interi, meno quando mangiano solo mangimi già sbriciolati. Nel periodo invernale il rischio di carenza aumenta perché fuori non c’è erba fresca e spesso si aumentano i cereali (cosa mangiano le galline in inverno: la razione giusta). Attenzione speciale anche nei cambi di stagione e durante la muta, quando il metabolismo si sforza di più.

Dove mettere grit e gusci nel pollaio

Usa contenitori separati dal mangime e dall’acqua. Vanno bene mangiatoie basse o una vaschetta pesante che non si ribalti. Se hai più punti di alimentazione, servili in ogni zona perché le galline dominanti tenderanno ad accaparrarsi le cose nuove. Tieni la vaschetta all’interno o in zona riparata dalla pioggia, così grit e gusci non si bagnano e restano appetibili.

A cosa stare attenti: gli errori comuni

  • Non confondere il grit con il calcio: il grit lavora come “dente” per triturare, il calcio invece serve per la formazione dell’uovo. Alcuni grits pronti uniscono i due ma in realtà le due cose hanno funzioni distinte.
  • Non usare solo gusci d’uovo: aggiungere gusci d’uovo sbriciolati è pratico, ma conviene sterilizzarli prima (forno o acqua bollente, poi farli raffreddare e tritare fine). Usali insieme ai gusci d’ostrica: i gusci d’uovo coprono il fabbisogno solo se si raccolgono tante uova e le galline sono poche.
  • Non servono sassolini trovati ovunque: attenzione a quelli raccolti vicino a strade trafficate o dove possono essere sporchi di oli, rifiuti o contaminanti pesanti. Se il grit pronto non si trova, scegli ghiaia di fiume pulita o quarzo lavato in ciottoli rotti, mai molto grandi (devono essere più piccoli di un pisello).
  • Sabbia da costruzione e sabbia per lettiere: Non vanno bene. Quella da costruzione contiene spesso polveri e residui chimici che fanno male.
  • Mancanza di grit nelle pollastre: Le giovani, prima di iniziare a rompere i primi semi interi, hanno meno bisogno di grit duro, ma se iniziano a razzolare è bene offrirlo fin da subit

Dettagli che fanno la differenza

Tipi di grit: quale scegliere

I grits specifici per galline venduti nei negozi sono di solito una miscela di quarzo, carbonato di calcio e conchiglie tritate. Vanno bene anche quelli “da piccioni” per galline leggere: controlla solo che non siano addizionati con aromi strani o sali. Se hai poche galline e poco spazio, basta un sacchetto piccolo ogni tanto. Il grit “solubile” (ossia solo conchiglie e gusci) serve più come fonte di calcio che per triturare, quindi non basta da solo per la digestione dei semi interi.

In caso di pollaio all’aperto, le galline spesso trovano da sole il grit: sassolini dall’orto, ghiaia dai vialetti. Quando il pollaio è su suolo sterile (cortile pavimentato, erba consumata, recinto su fondo duro), il grit va integrato perché non lo trovano da sé.

Tipo Come agisce Quando serve
Grit minerale Sassi non solubili, triturano il cibo nel ventriglio Tutto l’anno, soprattutto con cereali interi
Grit di calcio Conchiglie, gusci: calcio assimilabile Galline in deposizione, periodi di uova molli
Guscio d’uovo Fonte di calcio, ma meno completa Insieme ai gusci d’ostrica, non da solo

Dare grit anche d’inverno: cambia qualcosa?

In inverno le galline non trovano sassolini nei prati ghiacciati, il terreno è duro e i vialetti spesso sono coperti di foglie. Offri grit sempre: quando si aumenta la parte di mais (vedi mais alle galline: quanto darne e quando serve davvero) o si usano più cereali per scaldare, senza grit c’è rischio di digestione lenta, rigurgiti o feci maleodoranti.

Anche il bisogno di calcio sale, perché lo stress da freddo e da meno luce può alterare la frequenza e la qualità della deposizione (cosa mangiano le galline in inverno: la razione giusta). Ricorda che, se il guscio delle uova comincia a rompersi con facilità, non sempre è colpa del mangime: spesso semplicemente il calcio “libero” è finito nella ciotola e serve rabboccare i gusci.

Grit e gusci: quante volte a settimana controllare?

Non serve pesare o misurare. Tieni d’occhio la vaschetta: se settimana dopo settimana vedi che non scende, può voler dire che le galline trovano già in terra quello che serve (se vivono all’aperto), oppure che hanno abbastanza calcio dal mangime. Se invece vedi che finiscono la vaschetta e il mangime è sempre pulito, aumenta la dose o aggiungi una seconda postazione. In inverno, verifica almeno ogni 2-3 giorni, specie con pioggia e gelo. Con temperature basse, la ciotola all’aperto ghiaccia meno facilmente di una abbeveratoio, ma basta un piede sporco e i gusci sono da buttare.

Alternative e confronti

Posso non mettere il grit?

Se le galline razzolano libere in un vero prato o in un orto ricco, di solito trovano grit da sé: sassolini che raccolgono mentre beccano, pezzi di terra dura o piccole conchiglie di chiocciole. Tuttavia, con suolo all’inglese (erba troppo corta), su terra battuta, in recinto o dove c’è molto fango, grit e calcio vanno integrati. Nessun mangime copre il bisogno “meccanico” dei sassolini: anche il migliore dei pellet non basta sempre. Meglio una ciotola in più che una gallina con il gozzo impastato.

Posso mischiare gusci e grit?

Molte miscele “di cortesia” per galline uniscono gli uni e gli altri. Non è sbagliato, ma così non puoi sapere quali delle due cose manca davvero se le galline smettono di mangiare. La soluzione migliore è mettere due vaschette vicine, una per grit minerale o quarzo, una per i gusci “di calcio”. In questo modo la gallina “sceglie” cosa le serve di più in base a quanto è carente.

Se avanzo gusci d’uovo: come prepararli senza rischi?

  • Lava bene i gusci subito dopo aver rotto l’uovo, per togliere l’albume rimasto.
  • Scalda in forno (meglio se già acceso per altro) o in pentola di acqua bollente per pochi minuti: elimini eventuali cariche batteriche.
  • Asciuga bene (gusci umidi ammuffiscono facilmente).
  • Trita fine, a pezzi piccoli come una lenticchia o meno.
  • Mescola ai gusci d’ostrica se puoi: danno supporto ma non bastano da soli, a meno che tu non abbia molte più uova delle galline stesse.

Basi da ricordare: grit e gusci non sostituiscono la razione giusta

Grit e gusci sono utili solo se le galline già ricevono una base di mangime completo, magari arricchito in inverno con cereali (cosa mangiano le galline in inverno: la razione giusta). Non compensano le carenze di una razione povera o troppo monotona. Se le uova sono sottili, se vedi piume opache o galline spente, controlla prima che dieta stai seguendo (quanto mangime al giorno per gallina: come regolarsi), poi usa il calcio come integrazione.

Attenzione: offrire troppo calcio “alla cieca”, soprattutto a galline giovani non ancora in deposizione, può essere dannoso. Ne prendono poca da sé, ma grandi dosi continuative possono dare problemi ai reni.

Problemi tipici nel pollaio domestico

  • Galline che si beccano le uova: a volte lo fanno per fame di calcio. Se lasciato sempre in ciotola, il rischio diminuisce.
  • Gozzo indurito: spesso è colpa della mancanza di grit. Se il gozzo è duro la sera ma non scende a digiuno, meglio sentire un veterinario.
  • Pollo che non mangia grit: Se sembrano ignorare la ciotola, controlla l’ambiente: peut darsi che trovino già in terra tutto quello che gli serve oppure che il grit sia troppo grosso.

In sintesi: cosa fare stasera

  • Controlla se hai già una ciotola di grit e una di gusci (anche improvvisata, basta sia pulita e stabile).
  • Se non c’è, prepara una ciotola con sassi puliti per il grit e una con gusci sterilizzati o acquistati.
  • Mantieni separati grit e gusci per calibrare meglio sulle esigenze delle tue galline.
  • Non ti serve saper pesare o misurare: basta che non resti sempre vuota o sempre piena.
  • Rispetta la stagionalità: in inverno grit e calcio sono ancora più importanti, controlla più spesso.

Se dopo questo hai ancora dubbi sulla dieta complessiva, guarda la guida su cosa mangiano le galline in inverno: la razione giusta o su quanto mangime al giorno per gallina: come regolarsi. Un’integrazione corretta di grit e gusci fa la differenza, ma solo se la base dell’alimentazione è già quella giusta per il tuo tipo di pollaio e stagione.

Redazione

Redazione del sito.